Il primo anno di ministero del vescovo Daniele con i giovani
“Sarà un cammino tratteggiato dalla fiducia in Dio”.
Risuonano ancora vive queste parole pronunciate un anno fa dal vescovo Daniele nel suo primo saluto rivolto ai giovani.
“I nostri occhi hanno visto che l’amore vince e questo ci dà tanta speranza, tanta fiducia. Viviamo in un tempo in cui vogliamo portare fiducia, vogliamo diffonderla in mezzo a noi, e in questo io mi voglio giocare veramente fino in fondo insieme a voi”.

A partire da questa fiducia, il primo anno di ministero del vescovo Daniele con i giovani può avere come icona quella del seminatore (Mt 13): una Chiesa che getta il seme con fiducia, cammina accanto ai giovani e attende con pazienza i frutti, tra vocazioni, formazione e nuove speranze.
È stato un anno di semina, di ascolto e di presenza concreta nei luoghi in cui i giovani vivono. Uno dei segni più significativi è stata l’attenzione costante al tema delle vocazioni: al sacerdozio, alla vita consacrata e, più in generale, alla vocazione come chiamata alla pienezza della vita cristiana.
Il cammino vocazionale “Apri gli occhi”, con momenti di preghiera e proposte di accompagnamento spirituale, sta aiutando molti giovani a interrogarsi sulla propria vita, riscoprendo il valore del discernimento e del silenzio, in un tempo spesso segnato dalla fretta e dalla dispersione.
Grande spazio è stato riservato agli adolescenti, con una presenza diretta del vescovo nelle parrocchie, negli oratori e negli incontri diocesani dei gruppi post-Cresima “Seguimi” e “Alzati”.

Sempre nel suo primo saluto ai giovani, il vescovo aveva concluso dicendo: “Non vedo l’ora di salire a Gressoney per i nostri campi estivi e invernali nella casa Gino Pistoni. Sento che Gino Pistoni ci accompagna, per cui abbiamo tanti motivi per salire”.
Anche in questo monsignor Salera è stato di parola, partecipando ai campi estivi e al campo di formazione invernale “Alfabeti per leggere i nostri giorni”: occasioni preziose di fraternità e condivisione, esperienze che mostrano una Chiesa viva, accogliente, capace di parlare il linguaggio dei giovani senza rinunciare alla forza del Vangelo.
La Consulta diocesana di Pastorale Giovanile sta diventando sempre più uno spazio di formazione continua, coinvolgendo educatori, animatori e gli stessi ragazzi. Numerosi sono i percorsi offerti agli educatori, chiamati a essere testimoni credibili prima ancora che semplici organizzatori di attività.
Lo sguardo del vescovo si è poi allargato al Giubileo, vissuto come tempo di grazia e di rinnovamento, occasione per riscoprire la misericordia, la speranza e il senso del pellegrinaggio. I Giubilei degli adolescenti e dei giovani, insieme al cammino a piedi sulla Via Francigena, hanno coinvolto centinaia di ragazzi, invitandoli a sentirsi parte attiva di un cammino ecclesiale più grande, capace di superare confini e individualismi.

Guardando al prossimo futuro emergono nuove sfide e opportunità, a partire dall’estate con il viaggio missionario in Brasile. Le iniziative continueranno a consolidare quanto avviato, rafforzando le reti tra parrocchie, valorizzando le esperienze già nate e aprendone di nuove.
L’obiettivo resta quello di accompagnare i giovani là dove si trovano, sostenendoli nelle domande più profonde e aiutandoli a scoprire che la fede non è un peso, ma una possibilità di vita piena.
Questo primo anno del vescovo con i giovani è stato un tempo fecondo, fatto di ascolto, prossimità e visione. Un punto di partenza per una Chiesa in cammino, attenta ai giovani e pronta a costruire, insieme a loro, il futuro.
don Davide








