L'ESPERIENZA DELLA DIOCESI – Il pellegrinaggio a Oropa

Caldo & Teen-ager!!! Questi sono gli elementi che, di primo acchito, mi hanno colpita di questo Pellegrinaggio 2017.

Ho fatto una quindicina circa di Pellegrinaggi ANDRATE-OROPA, con ogni condizione climatica, ma un caldo così intenso per tutta la durata del cammino, proprio non lo ricordo; così come la sensazione di calore giunti alla meta, e stiamo parlando di Oropa….
Mai visti neanche così tanti ragazze e ragazzi giovani e giovanissimi: entusiasti, energici, vogliosi di portare la croce all’inizio della processione, tanto luminosa da fare concorrenza ad una luna piena emozionante. Insieme, queste due fonti di luce hanno illuminato il sentiero nella notte, rendendo quasi superfluo l’utilizzo delle torce elettriche ed insieme hanno reso il cammino, specie quello interiore, molto intenso e meditativo.
Aiutati dall’ascolto della Veglia iniziale nella Chiesa di Andrate a cura del nostro Vescovo, si predispone l’anima ad accogliere appieno il significato del Pellegrinaggio, reso ancora più arricchente grazie alla preparazione impeccabile di Don Davide Rossetto il quale, munito di altoparlante, ha sgranato non solo preghiere , ma con un’instancabile energia, spunti di riflessione e occasioni di raccoglimento.
L’originalita’ è stata quella di suddividere il Pellegrinaggio in tre momenti fondamentali scanditi dalle tre tappe storiche durante i 25 km di cammino.
TRECCIOLINO-GRAGLIA: I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO; testimone scelta è Madre Teresa di Calcutta con la sua vita, la sua storia, la sua generosità verso i poveri, gli ammalati, gli ultimi. Si recita il rosario accompagnato dai canti e si giunge alla prima tappa con l’ormai storico appoggio del Ristorante/Bar ” La Bessa”. Si riparte.
GRAGLIA-FIUME ELVO: Si meditano le ” otto beatitudini” ispirandosi ad un testimone particolarmente caro alla mia famiglia d’appartenenza, Piergiorgio Frassati: torinese di estrazione benestante e culturalmente vivace, decide di intraprendere la carriera imprenditoriale che lo porterà a conoscere da vicino le difficoltà della classe operaia, decidendo così di fondere le sue convinzioni religiose molto profonde con gli aiuti materiali rivolti a chi è in difficoltà e povertà affiliandosi per questo alle Opere di San Vincenzo.
Seconda sosta: solitamente molto umida e freddina a livello dell’alvo del fiume Elvo; quest’anno neppure lì, alle 4 circa della mattina, si avverte refrigerio.
Il cammino riprende con la parte più dura e faticosa; un falsopiano continuo ed impietoso fino ad Oropa che ” spacca” le gambe, ormai provate dalla fatica e con il debito di sonno che incombe.
Siamo al km 9 quando ci viene offerto l’ultimo spunto meditativo riguardante i ” nove Frutti dello Spirito Santo”; ispiratore ne è il nostro caro Gino Pistoni.
Un giovane ventenne che decide di dedicarsi ad altri giovani partecipando come animatore alle Associazioni che si occupano di questa fascia d’eta’; durante la Seconda Guerra Mondiale, proprio per le sue convinzioni religiose decide che non può restare indifferente ai soprusi e alle violazioni di giustizia e libertà; decide pertanto di entrare in una formazione partigiana che lo porterà a ritirarsi sulle montagne dove per soccorrere un soldato nemico, verrà egli stesso colpito morendo dissanguato senza prima trovare la forza di scrivere, con il suo stesso sangue ” OFFRO LA MIA VITA PER L’AZIONE CATTOLICA E PER L’ITALIA – W CRISTO RE”.
Mancano 9 km alla meta; ogni km che ci separa viene scandito dalla recita dei 9 ” Frutti” dello Spirito santo ed una breve sosta meditativa.
Si sono intanto fatte le 6.30 circa di una mattinata spettacolare; la gialla luna ha lasciato il posto all’aurora con i suoi colori tenui, ma che preludono le tinte intense del nuovo giorno.
La sala del Pellegrino ci accoglie, man mano che si arriva, con un bicchiere di the caldo, caffè e un dolcino a scelta; le scene si ripetono negli anni: dolori ai muscoli, vesciche ai piedi, qualche storta alle caviglie, qualche malore per il troppo caldo e la ricerca di un angolino o direttamente nel prato dove poter riposare sonnecchiando, in attesa delle Lodi Mattutine nella Basilica Antica.
Poi, quando il sole si è già impossessato del cielo rendendo vividi più che mai i colori della natura, ecco che una ” Macchia” color porpora si staglia tra il verde del prato ed il blu del cielo!!! il nostro Vescovo Edoardo sta elargendo sorrisi, saluti, buffetti ai teen-agers distesi sull’erba anche loro ormai ” distrutti” e complimentandosi anche con i meno giovani per ” avercela fatta”.
Proprio così; il Pellegrinaggio è anche una sfida con se’ stessi condivisa nella notte con estranei che diventano amici e amici storici che si ritrovano ogni anno e che si ringraziano per la condivisione del fardello, della fatica, delle parole e dei silenzi.
Il cammino è sostanzialmente introiezione, resa ancora più profonda da un piccolo gesto, un supporto, un sorriso, una musica che ti scalda il cuore e ti regala un’energia speciale.
Quell’energia spirituale che ci si augura possa darti la Forza e il coraggio di essere, nel tuo quotidiano, anche tu piccolo testimone di grandi valori.
Cristina Capello
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