Si è concluso l’itinerario formativo del Cammino Seguimi ed Alzati
Sabato 11 aprile presso l’Oratorio del Sacro Cuore di Ivrea si è concluso l’itinerario formativo del Cammino Seguimi ed Alzati, una proposta formativa diocesana rivolta agli adolescenti cresimati dai 12 ai 17 anni divisi per fasce di età, che prosegue ormai da diversi anni e riprenderà con il nuovo anno pastorale.
L’incontro tenuto dal Vescovo Daniele, da Don Davide Rossetto responsabile dell’Ufficio della Pastorale Giovanile e Vocazionale, dai giovani della PG, dagli educatori e dagli animatori provenienti con i loro ragazzi dalle Parrocchie aderenti al Progetto, ha concluso un itinerario di cinque giornate, intitolato quest’anno “Lo Spirito Santo viene in aiuto della nostra debolezza.”
La giornata ha avuto inizio con una scena recitata dai giovani della PG con la quale si è voluto rappresentare l’ultimo momento del viaggio intrapreso quest’anno con i ragazzi, viaggio adottato quale metafora e sfondo integratore per far interiorizzare ai ragazzi la vita quale cammino con Cristo.
I giovani, dopo un lungo tragitto in mare fatto di momenti di difficoltà esistenziali, differenti, ai quali veniva in aiuto ogni volta un dono dello Spirito Santo, incontrano Gesù che dona loro la Bibbia, la Parola di Dio per illuminarli e sostenerli nel loro itinerario.
L’icona evangelica che ci ha accompagnati nella formazione è stata, infatti, quella dell’incontro del Risorto con i discepoli di Emmaus (cfr. Lc 24,13-53).
Nella catechesi abbiamo spiegato ai ragazzi come quest’anno abbiamo guardato dentro noi stessi per vedere dove ci sentiamo inadeguati, le nostre paure, le debolezze per scoprire che il Signore ci dona degli strumenti per affrontarle, non ci lascia soli, i doni dello Spirito Santo. Il Risorto ci dona il suo Spirito per affrontare la vita, per camminare con ciascuno di noi, come con i discepoli di Emmaus, ma dobbiamo pregare, aprire il nostro cuore, affinché lo Spirito Santo, ricevuto con il Battesimo e confermato nella Cresima agisca in noi, perché Dio ci ha creati liberi. L’importanza, dunque, di riconoscere come i discepoli la sua presenza nella Parola di Dio e nell’Eucaristia per alimentare sempre questa vita divina in noi.
Dopo la presentazione del dono dell’Intelletto che illumina con la fede le nostre menti, i ragazzi hanno vissuto un tempo di deserto, di silenzio, meditando su alcune pericopi evangeliche, per far emergere attraverso alcuni versetti ciò che il Signore voleva dire a ciascuno di loro.
E’ seguita una divisione in gruppi nei quali i ragazzi hanno detto la Parola che più aveva risuonato in loro e il perché delle loro scelte. Il Vescovo ha dialogato con loro, ha suscitato interrogativi per farli riflettere e far interiorizzare quanto era stato presentato, rispondendo ai loro dubbi e alle loro domande esistenziali, dando loro degli insegnamenti importanti per la loro vita spirituale di ogni giorno. Monsignor Daniele ha sottolineato che il dono dell’Intelletto, dal latino intus legere leggere dentro, è quel dono che ci illumina, che ci consente di non essere superficiali, di andare oltre l’apparenza per scoprire la presenza del Signore, il senso e la verità della nostra esistenza, la volontà e il progetto di Dio per ciascuno di noi. Il Vescovo ha suggerito ai ragazzi di non scoraggiarsi nei momenti di difficoltà, ma di chiedere allo Spirito Santo di aiutarli a “leggere” il senso delle situazioni vissute, nella certezza che il Signore è sempre con loro, ad imparare a custodire le esperienze belle nel cuore, per farne “memoria” nei momenti di buio. “Ogni nostra imperfezione, ha detto, non è qualcosa che ci allontana da Dio, ma l’occasione perché Dio possa agire in noi e nella nostra vita, proprio attraverso i doni dello Spirito Santo”.
Il Vescovo, infine, ha invitato i ragazzi a testimoniare Cristo nella loro vita e a riprendere il cammino diocesano Seguimi ed Alzati nell’autunno prossimo con una nuova proposta che sarà rivolta a tutti i ragazzi della Diocesi per incontrarci e stare e crescere insieme in comunione in Dio.
Elsa Feira








