Quando sono debole è allora che sono forte – Il quarto incontro dei percorsi Seguimi & Alzati
Sabato 28 febbraio presso l’Oratorio della Parrocchia del Sacro Cuore ad Ivrea è proseguito l’itinerario formativo diocesano intitolato “Lo Spirito Santo viene in aiuto alla nostra debolezza (Rm 8,26)” rivolto ai ragazzi cresimati, che provengono, accompagnati dai loro educatori, da diverse Parrocchie aderenti alla proposta.
All’incontro, tenuto da Monsignor Daniele e dal responsabile dell’Ufficio della Pastorale Giovanile Don Davide Rossetto, con i giovani e gli educatori, sono stati invitati Gionni Billeci e Mauro Vollaro, il Presidente dell’Unitalsi della sezione di Ivrea.
Dopo un momento di accoglienza, l’evento diocesano ha avuto inizio con una scena interpretata dagli animatori per presentare il tema “Sono debole/il dono della Fortezza”. Attraverso una breve catechesi abbiamo introdotto gli adolescenti in un cammino spirituale, introspettivo, con la riflessione su come la debolezza sia una condizione umana, che ci caratterizza e spesso sperimentiamo nella nostra esistenza per diverse motivazioni: la malattia, la tentazione, l’insuccesso, il sentirsi inadeguati di fronte a una situazione, un esame, un gruppo o a un compito che il Signore ci chiede. Ma ad ognuno di noi, come a diversi personaggi della Bibbia, colti dalla debolezza, Dio dice: «Non temere, Io sono con te, per salvarti». E allora per Maria, Davide, Geremia, per Elia nutrito dal pane donato dall’Angelo per avere la forza di continuare il cammino (cfr.1 Re 19, 5-8) e soprattutto per S. Paolo la debolezza può diventare – se apriamo le finestre della nostra anima a Dio – una condizione di crescita, di possibilità al suo agire in noi con il dono della fortezza, tanto che l’apostolo delle genti arriva ad affermare «Quando sono debole è allora che sono forte» (2Cor 12,10).
Questa realtà è stata colta dai ragazzi nel racconto di Gionni del suo tragico incidente con il motorino, avvenuto nel luglio del 1997 a 17 anni, che l’ha portato alla disabilità degli arti inferiori e di una parte del suo corpo. Un evento che ha sconvolto la sua esistenza. Dopo un tempo di silenzio in cui gli adolescenti hanno guardato dentro se stessi e nella loro storia personale attraverso alcune domande, per far emergere le loro debolezze e aprirsi a Dio, vi è stato un secondo intervento di Gionni, in cui ha presentato il suo cammino, la sua rinascita grazie alla fede e alla Madonna, che sente ogni giorno presente.
Il Vescovo Daniele ha guidato i ragazzi a cogliere come Dio abbia agito e intervenga nella vita di Gionni, come gli dia ogni giorno il dono della fortezza per superare gli ostacoli e le sofferenze, facendo della sua vita una testimonianza di fede, un dono con gioia per gli altri, come ha sempre fatto per i suoi familiari. Gionni testimonia con le sue parole e il suo vissuto di come il Signore sia con Lui, di come l’esperienza di incontro con la Madonna a Lourdes abbia rappresentato e costituisca per lui un luogo di incontro con Dio, uno spazio di incontro con il Signore che ognuno di noi dovrebbe avere nella vita quotidiana.
La fortezza è quel dono dello Spirito Santo, ha sottolineato il Vescovo ai ragazzi, che li aiuta a superare una situazione di debolezza o gli imprevisti, invitandoli a chiedere questo dono, per superare le loro fragilità o per raggiungere un obiettivo. Così a Maria per affrontare la missione affidata da Dio, è stato inviato l’Arcangelo “Gabriele”, il cui significato del nome è “fortezza di Dio”. Quando noi abbiamo tante prove da superare dobbiamo chiedere il dono della fortezza per non cadere nella tristezza, ha aggiunto Monsignor Daniele, ma per avere un aiuto, per una vita bella. Ci rendiamo così conto in ogni incontro che, se ci occupiamo delle cose di Dio, lo dobbiamo fare con i doni di Dio.
Il Vescovo ha invitato infine i ragazzi a pensare ad un servizio da svolgere, all’Oratorio, all’Unitalsi con i malati … facendo comprendere loro come lo Spirito Santo venga a loro proprio con il dono della fortezza, per condurli a trovare e a portare a compimento la loro missione, a compiere quel servizio per Cristo che può portare la pienezza nelle loro esistenze. Il prossimo incontro si terrà sabato 11 aprile e avrà come tema “Sono incredulo, non ho più fede/il dono dell’Intelletto”.
Elsa Feira












