“Va’ e accostati” – Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile a Brindisi
Una delegazione della Pastorale Giovanile e Vocazionale della Diocesi di Ivrea con il responsabile Don Davide Rossetto si è recata a Brindisi al Convegno Nazionale di Pastorale Giovanile dal titolo “Va’ e accostati” (At. 8,29).
Durante la tre giorni i partecipanti sono stati guidati in un percorso di ricerca/azione incentrato sui giovani ed accompagnato dal passo di Atti in cui lo Spirito suggerisce a Filippo di “accostarsi” all’eunuco. Un passo che ha dato spessore e profondità alla prospettiva di impegno della Pastorale al confronto con il mondo odierno: stare coi giovani e abitare i loro luoghi.
Durante il primo giorno abbiamo assistito alla presentazione del convegno tenuta da Mons. Giuseppe Satriano che ha dato le coordinate iniziali successivamente riprese ed ampliate dalla profonda e importante lectio di apertura tenuta da Padre Sabino Chialà, priore della comunità di Bose. La giornata si è poi protratta con altri interventi che hanno messo al centro l’importanza dell’annuncio del Vangelo ai giovani, le nuove modalità di annuncio e ripensare il modo di accompagnarli. Il modello proposto ricalca molto quanto fatto da Filippo, seguendo quel “Va’ avanti e raggiungi quel carro” detto dallo Spirito che si è poi trasformato in un “capisci quello che stai leggendo?”. I vari relatori si sono soffermati sull’importanza di annunciare la Parola ai giovani, stando con loro abitando i loro luoghi ma poi, come ha fatto Filippo, sparendo rapiti dallo Spiriti lasciando i ragazzi nella gioia del loro cammino. Esserci dunque come educatori e operatori pastorali come strumento del Signore e andando oltre il “Si è sempre fatto così”, “se non ci fossi io” ma lasciando spazio realmente allo Spirito e a quanto la Parola ogni giorno ci insegna.
Dopo la celebrazione eucaristica del pomeriggio presieduta da Mons. D’Ascenzo, Vescovo delegato della PG in Puglia, la serata si è arricchita con un monologo toccante sulla figura di Don Tonino Bello.
La seconda giornata di lavori invece è stata concentrata su due filoni: laboratori e rete.
Dopo aver iniziato la giornata con la celebrazione eucaristica, il convegno si è suddiviso in diversi laboratori che hanno portato i partecipanti a confrontarsi su come declinare quel “Va e accostati” nelle varie attività giovanili dei territorio. Dall’aspetto liturgico, all’oratorio, dall’impegno sociale e politico alla scuola fino al digitale gli oltre 400 partecipanti si sono confrontati con una metodologia sinodale sul tema e hanno prodotto relazioni che saranno condivise nelle prossime settimane e che riporteremo come condivisione anche con tutta la diocesi. Un lavoro di ascolto e di condivisione di pratiche al fine di poter creare prassi trasformative vere e proprie. Un esercizio di Chiesa che ha portato ad una conoscenza tra i vari partecipanti, ampliata nel pomeriggio con lo spostamento a Bari che ha ospitato altri momenti di incontro e di confronto con la città dell’accoglienza. La giornata si è conclusa con la veglia presieduta da Mons. Giuseppe Satriano e da una festa pugliese organizzata dalla PG della Puglia. Tra balli e sorrisi si è conclusa la seconda giornata all’insegna di un impegno verso i giovani riconoscendoli come lievito delle nostre comunità.
Il convegno si è concluso con la celebrazione eucaristica e le conclusioni tenute da Don Riccardo Princerato che hanno segnato il solco in cui la Pastorale Giovanile si muoverà nei prossimi tempi. Certamente il primo appuntamento importante sarà la GMG di Seoul del prossimo anno ma, sottolinea a più riprese, l’importanza di “costruire da cosa il mondo butta via” e ha invitato tutto a ritrovarci al prossimo convegno “trasformati e provando ad essere più evangelici”.
Cosa ci portiamo a casa dunque da questo convegno? Ci portiamo a casa sicuramente la volontà di essere generativi e quindi organizzeremo al più presto un momento di restituzione a tutta la diocesi dei contenuti. Ci portiamo a casa le relazioni e le storie di chi abbiamo incontrato e di quanti hanno espresso la volontà di venire a visitare la nostra diocesi! Ci portiamo a casa la cosa più importante: rimettere al centro il kerigma e ripartire dallo stare coi ragazzi e fargli conoscere la gioia di essere cristiani in un mondo dove la tristezza e la preoccupazione li divora. Essere missionari nel nostro quotidiano essendo esempi coerenti e concreti nella semplicità di uno sguardo o di un piccolo segno. Ricordarci che i giovani abitano sì gli oratori ma siamo sempre più chiamati a incontrarli e fargli incontrare il Signore a scuola, al parco, al lavoro, nei luoghi che abitano.













