L’ESPERIENZA DELLA DIOCESI – Il pellegrinaggio verso il SINODO DEI GIOVANI

Dal 6 agosto giovani pellegrini della Diocesi di Ivrea, come molti altri italiani, “per mille strade” si sono incamminati per prepararsi all’incontro con Papa Francesco previsto per il weekend di sabato 11 e domenica 12 agosto a Roma.

Una serie di tappe ha permesso al bel gruppo di incontrare realtà differenti e di scoprire la preziosità e la bellezza dell’accoglienza. Il camminare insieme offre uno sguardo nuovo sul mondo che ci aiuta ad apprezzare tutto quello che nella vita quotidiana diamo per scontato e quasi dimentichiamo esserci dato in dono: un sorso d’acqua, un paio di scarpe comode, una sedia all’arrivo… Ogni tappa del cammino ha previsto momenti di conoscenza, di dialogo, di riflessione e di preghiera, che hanno dato la possibilità a ragazzi e ragazze di cercare il volto del Signore, seguendo l’invito del Papa a tutti i giovani in previsione del Sinodo che si terrà il prossimo ottobre.

Ciascun pellegrino ha preso il suo zaino e lo ha messo sulle proprie spalle, non su quelle dell’amico o di un’altra persona, come a portare con sé preoccupazioni, delusioni, domande, difficoltà e dolori, ma anche successi, gioie e affetti. Così è partito decidendo di andar “per agros”: pellegrino è colui che percorre il territorio esterno alla città, è straniero e percorre sentieri sconosciuti, ma ha ben chiara la meta da raggiungere, in base a cui predispone un itinerario.

Emozionante è stato l’incontro del venerdì alla reggia di Venaria con tutti i giovani del Piemonte e della Valle d’Aosta: la bellissima location ha creato situazioni coinvolgenti e di fraternità tra i partecipanti, dalla visita alla reggia, alla cena insieme, agli spettacoli serali.

Infine l’apice del pellegrinaggio si è rivelato il weekend a Roma, dove i pellegrini sono giunti dopo aver viaggiato la notte tra venerdì e sabato, stanchi ma entusiasti, hanno vissuto l’arrivo nella città del Papa come il raggiungimento della meta tanto desiderata. Sono stati due giorni intensi: sabato, al Circo Massimo, i giovani hanno potuto ascoltare i racconti dei pellegrinaggi vissuti dagli altri giovani e i loro dialoghi con il Papa prima della bellissima veglia e, durante la notte, molti hanno partecipato alla notte bianca per le vie della città. Domenica è stato il giorno della Santa Messa in piazza San Pietro, seguita dall’Angelus e dalle parole del Papa, queste sono servite, come sempre, da guida per i tanti giovani presenti, in cammino sulle strade della vita.

Ancora risuonano le parole del canto che ha accompagnato questi giorni di cammino: “Non ho paura, dirigi Tu i miei passi, non sono solo Tu vegli su di me, la Tua parola è il faro dei miei occhi sul mio cammino è luce.”

Elena


Ecco qui sotto alcuni pensieri o brevi condivisioni sull’esperienza vissuta dai nostri ragazzi.

Sono tre le parole che al termine di questo cammino porto a casa: pellegrino, sogno e rischio.

Essere pellegrino mi ha ricordato che non sono del “mondo” e che questa vita non è il fine ma il mezzo per giungere alla terra promessa, il paradiso.

Le parole pronunciate dal Santo Padre sui “sogni” hanno rammentato in me l’importanza del discernimento e quindi l’esigenza di conoscere, amare e servire maggiormente Dio per poter distinguere il “Suo” sogno dal “mio”.

Infine, il “rischio”. Questa esperienza mi insegna che devo saper rischiare, devo saper perdere, devo saper rinunciare ai miei sogni per il sogno di Dio, perché solo Dio conosce veramente il mio bene.

Antonio

Seppur vissuta parzialmente come esperienza comunitaria, il pellegrinaggio in vista del Sinodo è stata l’opportunità di incontro più felice mai fatta da parte mia. Ad ogni passo verso la meta, corrispondeva uno sguardo, un sorriso, una gioia che faceva già intravedere l’incontro più grande avvenuto a Roma in Piazza San Pietro, dove solo la gioia sapeva esprimersi. Che fosse sotto la pioggia, o sotto il sole cocente, il pellegrinaggio non mancava mai di stupire… offrendo nella silenziosità e nella piccolezza di un gesto il segno di “un amore più grande”, che nella sua bellezza apre il mio sguardo verso il cammino che a breve intraprenderó. Semplicemente un’esperienza unica ed irripetibile.
Alessandro
È stata un’esperienza indescrivibile!
Durante l’incontro con il Papa al Circo Massimo, mentre ascoltavamo le sue parole, la fatica ed il caldo si facevano sentire ma con il sottofondo della grinta di noi giovani… ho capito che non avrei voluto essere in nessun’altro posto se non lì, nessuna spiaggia né città potevano reggere il confronto! Mi sentivo a casa!
Potevo finalmente essere me stessa e non essere giudicata perché sono cristiana, si insomma diciamo che ora non va di moda… ed eravamo tutti lì, regioni diverse, dialetti diversi, ma con lo stesso obiettivo!
Aurora

 

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