Da Czestochowa (1991) a Cracovia (2016): nel segno di due Papi il sogno di un’Europa “a due polmoni” e l’invito ai giovani: “Siate protagonisti!”

CRACOVIA – “Dopo il lungo periodo delle frontiere praticamente invalicabili, la chiesa in Europa può ora respirare liberamente con ambedue i suoi polmoni”. Salutava così Giovanni Paolo II i giovani provenienti dai paesi dell’Europa dell’est e dell’ovest, in quella prima Giornata mondiale della gioventù in una nazione, la Polonia, un tempo nell’orbita dell’Unione Sovietica. Era il 1991. Nell’aria c’era ancora la polvere del muro di Berlino crollato meno di due anni prima. A Czestochowa, quel 15 agosto, sono i giovani che vengono dai paesi dell’est la novità della Gmg: camminano insieme, quasi increduli di questa loro partecipazione. “Il crollo dell’ideologi nei paesi dell’Europa orientale ha lasciato in molti vostri compagni il sentimento di un grande vuoto, l’impressione di essere stati ingannati e una deprimente angoscia di fronte all’avvenire. Anche nei Paesi dell’Europa occidentale gran parte della gioventù ha perso i motivi per cui vivere”. Papa Wojtila si rivolge così ai giovani; sa che c’è ancora confusione nel loro mondo, c’è disinteresse per la politica, ricorda, perché in molto avvertono “il senso di impotenza nella lotta per il bene”. L’invito che rivolge è impegnativo: “Lavorate generosamente per la costruzione di una società contrassegnata dalla costante ricerca della giustizia, della concordia, della solidarietà e della pace”.

25 anni dopo, quasi a chiudere un cerchio, sulla medesima linea si muove Papa Francesco, che non a caso ieri si è recato nella Basilica Vaticana ed ha sostato in preghiera sulla tomba di San Giovanni Paolo Il, subito prima di imbarcarsi sull’a-reo che lo ha condotto a Cracovia per celebrare la GMG 2016, che avrà il suo culmine nella grande veglia di sabato 30 luglio al parco di Blonia e nella celebrazione eucaristica della mattina successiva.

Nel suo primo discorso in terra polacca, durante l’incontro al castello di Wavel con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico, Papa Bergoglio non dimentica i suo predecessore; “È la prima volta che visito l’Europa centro-orientale e sono lieto di iniziare dalla Polonia, che ha avuto fra i suoi figli l’indimenticabile san Giovanni Paolo Il, ideatore e promotore delle Giornate mondiali della gioventù”, l’esordio, dopo il saluto al presidente polacco e ai presenti. “Egli amava parlare dell’Europa che respira con i suoi due polmoni”, ha ricordato Francesco nel segno di San Giovanni Paolo II, di cui questa terra trasuda tracce. Poi è tornato msu un tema caro al primo Papa latinoamericano, di cui ha parlato ad esempio nel discorso per il conferimento del Premio Carlo Magno e durante il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze: “Il sogno di un nuovo umanesimo europeo è animato dal respiro creativo e armonico di questi due polmoni e dalla comune civiltà che trova nel cristianesimo le sue radici più solide”.

Anche l’appello di papa Francesco ai giovani è forte: “Ragazzi e ragazze, so che nel vostro cuore c’è molto che si agita, so che il vostro cuore è inquieto: d’altra parte, un giovane il cui cuore non sia inquieto è un vecchio, perché la gioventù richiede inquietudine. Domando a ciascuno di voi: qual è la tua inquietudine? La conosci? E sai che Gesù è l’unica risposta alla tua inquietudine? Fidati di Lui: te lo assicuro, Gesù non ti lascerà deluso! Cari giovani, rimaniamo uniti nella preghiera perché questa GMG sia ricca di frutti spirituali”.

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